Trappole cognitive – Puntata 6 – rimpianto o rimorso ?

Riprendiamo il tema  dell’avversione al rimpianto, che avevamo affrontato la volta scorsa,  e lo chiudiamo con qualche bizzarra evidenza sperimentale.

In precedenza ho usato il termine di avversione al rimpianto sia per la paura di pentirsi per aver scelto di restare fermi scoprendo poi che sarebbe stato meglio cambiare, sia per la paura di pentirsi per aver scelto di cambiare scoprendo poi che sarebbe stato meglio rimanere fermi. Abbiamo anche detto che ci sono evidenze sperimentali che questa seconda paura sia più forte della prima e porti spesso al mantenimento dello status quo anche quando non sarebbe la scelta più oculata. Ora preciso meglio il quadro. Per farlo devo, però, distinguere tra rimorso e rimpianto.

Il rimorso – conscientiae morsus – è il tormento che si prova per la coscienza di aver agito male, come non si sarebbe dovuto.

Il rimpianto è conseguenza di non aver fatto, sapendo che si sarebbe potuto e forse dovuto fare.

Come è intuibile quando guardiamo la cosa a freddo, le due opzioni sono assolutamente equivalenti: in entrambi i casi abbiamo un danno dovuto ad una scelta sbagliata. Eppure, le due situazioni ci fanno male in modo diverso. Ebbene si è scoperto, pur se può sembrare strano, che i due fenomeni ci colpiscono in modo diverso in rapporto all’età. Da esperimenti fatti su centinaia di persone, sembra che l’avversione al rimpianto sia di guida per i comportamenti nel breve periodo su una scala temporale corta, preferiamo stare fermi e perdere, piuttosto che cambiare e perdere. Nel lungo periodo, le cose si invertono ! le persone tendono a guardarsi indietro e a rammaricarsi soprattutto per le occasioni perse, piuttosto che per le scelte avventate ! 

È come se volessimo per forza stare male… da un lato abbiamo cablato nella nostra mente un meccanismo che ci fa preferire lo status quo al cambiamento (a parità di rischio effettivo), facendoci così mediamente perdere delle occasioni; dall’altro abbiamo un meccanismo che, quando ci fa guardare al passato (alle scelte ormai non più mutabili grazie alla prima trappola), ci rende molto più dolorose le scelte non fatte rispetto a quelle avventate.

E’ in questi interstizi che si incunea la trappola del “ecco vedi ? lo sapevo che finiva così” ovvero del “senno di poi
A queste trappole non c’è contrasto possibile se non quello della consapevolezza, della raccolta dati e del confronto con altri, per evitare che la paura del rimorso ci blocchi e della presa d’atto che il passato è passato e nessuno può dire realmente cosa sarebbe accaduto se avessimo agito invece che star fermi, per ridimensionare il rimpianto.

 

Alla prossima ed ultima puntata…almeno, per ora!

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