Trappole cognitive – Puntata 1 – i Preliminari
La volta scorsa abbiamo parlato delle Trappole Cognitive e della ricaduta che esse possono avere  sulla nostra vita quotidiana.

Proseguendo il nostro viaggio, vogliamo provare a fornire una possibile formulazione del termine “trappola cognitiva” o “tunnel della ragione“:

Una situazione nella quale una mente umana, in piena facoltà di intendere e di volere, effettua una valutazione o prende una decisione sbagliata nella convinzione di aver fatto la migliore scelta possibile, in relazione alla propria esplicita o implicita funzione di valore.

Alcune considerazioni a riguardo:

1. la mente è lucida;

2. il proprietario della mente ha una propria idea di cosa sia meglio o peggio per lui/lei ovvero di quale sia la scala di valori su cui si collocano le varie scelte o valutazioni e intende perseguire una massimizzazione del valore ovvero non gli sta bene una scelta qualsiasi ma vuole proprio quella migliore;

3. spesso, esattamente come nel caso delle illusioni ottiche, pur venendo a conoscenza della trappola in cui è caduto non riesce proprio a fare a meno di caderci.

In genere le trappole cognitive hanno a che fare con la nostra (in)capacità di trattare la probabilità. Questo riguarda anche gli scienziati e gli esseri umani “dotti”.

Per farci un’idea,  ecco la descrizione dell’Esperimento di Monty Hall, una trappola cognitiva tra le più famose.

Supponiamo che vi siano tre porte come quelle in figura.
Dietro una delle tre porte è nascosto un premio, dietro le altre due non c’è nulla (oppure, nella versione del dilemma proposta nel corso del programma televisivo americano che gli ha dato il nome, c’è una capra).

Un giocatore (che chiameremo G) deve indovinare dietro quale delle porte si trovi il premio. Se indovina, il premio è suo, altrimenti non vince nulla (o una capra come consolazione).

Un imbonitore (che chiameremo I) invita G a scegliere una delle tre porte senza aprirla.

Supponiamo, ad esempio, che G scelga la porta 2:

A questo punto la probabilità per G di avere indovinato la porta che nasconde il premio è di un terzo. Una o entrambe le porte rimanenti sono vuote. I (che sa dove è nascosto il premio) spalanca una delle due porte che non sono state scelte da G, scegliendo una porta che lui sa essere vuota. Poniamo sia la porta 1.

Ora I chiede a G se vuole continuare a puntare sulla porta 2 o se preferisce cambiare scelta e passare alla porta 3.

Quale alternativa è più conveniente per G?

Prova a rispondere prima di leggere la soluzione.

Fatto? OK

La maggior parte delle persone risponde che, dal punto di vista della probabilità, la scelta è del tutto indifferente, in quanto ci sarebbe il 50 per cento delle probabilità che il premio sia in 2 e il cinquanta per cento che esso sia in 3, per cui tenere 2 o passare a 3 è esattamente lo stesso.

Ma le cose non stanno così, e questo ragionamento è errato: in realtà ora la probabilità che il premio sia in 2 è sempre di 1/3, mentre ci sono ben 2/3 di probabilità che il premio si trovi in 3. Per quanto ciò non sia affatto intuitivo, conviene di gran lunga passare a 3. In questo modo infatti si raddoppiano le probabilità di vincere.

Questa affermazione può essere dimostrata rigorosamente con la matematica, ma la dimostrazione è abbastanza complessa.

C’è un modo più semplice che però potrebbe non convincere le persone particolarmente scettiche: vediamolo.

Nel caso non ti convinca ho un piano B…

Quando G ha scelto la porta 2 aveva una probabilità su tre di beccare il premio, il che vuol dire che le altre due porte avevano, insieme, due probabilità su tre di avere il premio, giusto?

Nel momento in cui è stata aperta la porta 1, che era una di quelle due che contenevano i 2/3 di probabilità, e dietro questa porta non c’è il premio, significa che i 2/3 delle probabilità che si erano beccati l’accoppiata delle porte 1 e 3, sono tutte ormai sulla porta 3, e quindi la porta 3 ha 2/3 di probabilità di avere il premio, e la porta 2 continua ad avere il suo 1/3 di probabilità di avere il premio.

Se queste argomentazioni non ti hanno convinto, hai la possibilità di vedere empiricamente cosa succede provando a ripetere il gioco molte volte.

Puoi farlo di persona a questo indirizzo:  http://www.shodor.org/interactivate/activities/monty3/index.html

Nella mia esperienza d’aula ho fatto molte volte il test e succedeva che le persone sceglievano anche più spesso del previsto di restare sulla porta scelta inizialmente in quanto, sostenevano poi, avendo valutato la scelta indifferente (50% e 50%) “tanto valeva restare”. Questo metteva in luce due trappole allo stesso tempo: la prima puramente elaborativa (incapacità di trattare adeguatamente le probabilità), la seconda emotiva (si chiama la paura del rimpianto… ovvero il maggior dispiacere che ci coglie quando cambiamo scelta e scopriamo di aver sbagliato rispetto a quando manteniamo la scelta e scopriamo di aver sbagliato… ti capita ??? agli investitori in borsa, continuamente…)

Nella prossima  pillola mi concentrerò su quelle trappole più legate da vicino alla vita sociale.

A presto!

Scopri di più!

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