Resilienza e pandemia. Una riflessione ex post su COVID19. II puntata

Proseguiamo oggi il percorso iniziato la settimana scorsa con Sandra Vaudagna su adattamento ai cambiamenti e pandemia.

Le restrizioni legate all’emergenza coronavirus si sono allentate e ci stiamo avviando, con tutte le precauzioni del caso, ad un lento ritorno ai nostri ritmi abituali. Tutto ciò, lascia ancora di più spazio a riflessioni e domande:  come possiamo diventare più consapevoli delle difficoltà che abbiamo affrontato in questo periodo di quarantena? Come tutto ciò può allenare la nostra resilienza?

Ogni cambiamento influenza le persone in modo diverso, generando un flusso di pensieri, di emozioni forti ed incertezza del futuro.

Tuttavia, le persone generalmente si adattano bene, nel tempo, alle situazioni che cambiano la vita e alle situazioni traumatiche o stressanti, in parte proprio grazie alla resilienza.

Tempo fa, sintetizzando esperienze e letture sul tema,  feci una mappa delle “Metacompetenze” alla base della resilienza, ovvero categorie di abilità che possono aiutarci a rispondere e a rialzarsi da situazioni di crisi e difficoltà, meglio e più velocemente.

C’è quindi una dimensione individuale, legata alle caratteristiche/abilità dell’individuo:

  • la consapevolezza emotiva: saper riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri e come indirizzarle in modo costruttivo
  • le abilità cognitive, come l’approccio al problem solving, la creatività,  l’orientamento agli obiettivi
  • l’atteggiamento, come la cura di sé,  la determinazione, la speranza ed i propositi per il futuro

Ci sono poi delle abilità sociali:

  • l’empatia
  • l’etica
  • la compassione
  • la creazione di legami

La resilienza non è necessariamente un tratto della personalità che solo alcune persone possiedono, ma implica un insieme di atteggiamenti mentali,  pensieri e comportamenti che chiunque può apprendere ed allenare.

Molte delle abilità indicate nella mappa delle “metacompetenze”  possono quindi essere apprese e  sviluppate. Possiamo iniziare a farlo proprio adesso in questa esperienza che ci accomuna.

Vediamo come allenare la resilienza.

L’ American Psychological Association suggerisce delle linee guida cui ispirarsi, per allenare la propria resilienza. Di seguito una rielaborazione  dei principali punti di attenzione.

  1. Crea e mantieni buone relazioni: stabilire e mantenere legami autentici permette di condividere difficoltà ed emozioni e di sentirsi meno soli. Chi ha una rete sociale e affettiva di supporto, reagisce meglio alle avversità;
  2. Accetta il cambiamento: accettare che il cambiamento faccia parte della vita e che alcune circostanze non possano essere cambiate aiuta a focalizzarsi su ciò che è possibile invece modificare;
  3. Prenditi cura di te: mantenersi in buona salute e dedicare tempo a se stessi ed a ciò che amiamo agisce fisiologicamente, favorendo il rilascio di ormoni “buoni”, in grado di aiutarci a controllare il livello di stress;
  4. Trova uno scopo: sviluppare obiettivi realistici e mantenere l’attenzione su ciò che è in nostro potere e che ti consente di muoverti verso ciò che è importante per te. Chiediti: “Qual è una cosa che so che posso realizzare oggi che mi aiuta a muovermi nella direzione in cui voglio andare?
  5. Definisci strategie e piani di azione: sii proattivo, attivati in modalità problem solving e chiediti cosa puoi fare tu, definendo un piano di azione su cui hai il controllo.
  6. Cerca opportunità di apprendimento: diventare consapevoli di ciò che ci ha consentito di affrontare le avversità, promuove la propria crescita personale e rinforzare la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità;
  7. Nutri la tua autostima: riconoscere le nostre qualità ed i nostri successi alimenta la nostra autostima e la  convinzione di essere in grado di intervenire sulla realtà, fornendo energia positiva e fiducia nel futuro;
  8. Mantieni un atteggiamento positivo: indirizzare i pensieri su aspetti positivi focalizza la nostra energia su quelli, anziché sugli aspetti negativi. Se ci si attende un esito positivo, il cervello individua i piccoli eventi ed opportunità che possono condurre a quel risultato.

 Spero che questo mio contributo possa esserti stato utile.

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