Metodi e modelli creati da DPO

DPO ha, da molti anni, una vocazione per l’innovazione che ci porta a contribuire alla ricerca internazionale attraverso la creazione e diffusione di metodi e modelli allo stato dell’arte della disciplina del Software Engineering. DPO ha al suo attivo più di 90 papers publicati in conferenze internazionali o riviste specializzate. In questa pagina illustriamo i principali contributi ideati nel corso degli ultimi 25 anni.

Early & Quick Function Points

“Valorizzare anticipatamente in assenza di dettagli”.
A chi utilizza i Function Point IFPUG (International Function Point Users Group) capita spesso di dover effettuare misure senza avere a disposizione le informazioni di dettaglio necessarie per poter applicare le regole previste dal metodo standard di misurazione. É il caso della realizzazione di uno Studio di Fattibilità oppure del Capitolato di una Gara d’appalto. In altre situazioni, invece, pur disponendo di tali informazioni, non si ha il tempo per poterle analizzare nel dettaglio come, ad esempio , quando si vuole valutare un prodotto commerciale di terze parti già esistente. In queste situazioni l’alternativa ad una misura standard è affidarsi ad un metodo di stima che, pur non garantendo l’esattezza numerica, fornisca indicazioni di ordini di grandezza accettabili. La tecnica degli Early & Quick Function Point, ideata da DPO e riconosciuta a livello internazionale, è 100% compatibile allo standard IFPUG e consente, tramite l’individuazione di oggetti definiti e facilmente individuabili, di affiancare alla propria esperienza l’approccio di stima analogica e strutturata, corredato con i risultati statistici dei principali campioni di benchmarking nel campo delle metriche, quale per esempio il Benchmark ISBSG (International Software Benchmarking Standard Group). Tale tecnica, già presentata e sperimentata con successo in sede internazionale nella sua prima versione nel 1998, è stata aggiornata nel tempo con nuovi elementi e nuovi dati statistici, migliorando l’affidabilità delle stime ottenute.

Simple Function Point

Il metodo denominato Simple Function Point (SiFP) è un Metodo di Misura Funzionale del Software che permette di assegnare un valore numerico ad una applicazione software in base alla individuazione, classificazione e pesatura dei Requisiti Funzionali Utente che lo caratterizzano. Il metodo non prende in considerazione i Requisiti Non Funzionali del software e specificatamente i Requisiti di Qualità ed i Requisiti Tecnici.
Il metodo Simple Function Point è basato su due soli Base Functional Component (BFC) che sono i mattoni elementari di misura: UGEP ovvero Unspecified Generic Elementary Process ed UGDG ovvero Unspecified Generic Data Group. Il metodo SiFP è compliant con le norme ISO 14143, è veloce, agile, indipendente dal punto di vista, dalle opinioni personali dei misuratori, dalla tecnologia e in grado di tener conto facilmente anche dei piccoli cambiamenti operati per l’adeguamento del software nell’ambito della manutenzione ordinaria di piccolo taglio. Il metodo è incorporato nella tecnica di stima rapida denominata Early & Quick FP con cui è compatibile al 100%.
Roberto Meli (AD di DPO)  ha creato questo metodo nel 2010 ed ha poi fondato insieme ad altri esperti del settore un’associazione internazionale denominata SiFPA. Il manuale del metodo è disponibile nel pubblico dominio ed è utilizzabile senza alcuna royalty. E’ possibile scaricarlo insieme agli esempi di applicazione dal sito SiFPA.

Adaptation Point

Le personalizzazioni di pacchetti software commerciali (COTS) sono applicabili in tutti i casi in cui le funzionalità per gli utenti sono realizzate o modificate mediante l’utilizzo di strumenti specifici detti configuratori. L’attività di personalizzazione, mediante configuratori, si basa solitamente sulla valorizzazione di strutture dati preesistenti (liste, tabelle, matrici) senza necessità di modificarne la struttura aggiungendo/eliminando campi. Si tratta, in ultima analisi, di una attività di “data entry” evoluta che inserendo opportuni valori in opportuni campi determina un cambiamento del modo di operare di un pacchetto standard. Naturalmente l’attività di configurazione vera e propria è solo la punta di iceberg di un lavoro di analisi e cambiamento dei processi di business per come sono e per come dovranno essere che precede e segue l’identificazione degli elementi da configurare. L’ipotesi alla base di un modello produttivo centrato sugli Adaptation Point è che alcune attività di implementazione del cambiamento di comportamento (adattamento – adaptation) siano proporzionali al numero e alla tipologia degli elementi che devono essere aggiornati in termini di valori nel processo di personalizzazione.